FONDATORI DEL FUTURO - Il tuo contributo per il Paese di domani

Condividi le tue idee e proposte per il futuro che ci attende dopo il Coronavirus

 

Non piace a nessuno stare ai domiciliari senza aver commesso alcun reato. Ma, forse, uno lo abbiamo commesso. Un reato non da poco: in questi anni non siamo stati capaci di costruire una comunità. Sì, avete letto bene: forse non abbiamo saputo acquisire quella consapevolezza necessaria per edificare non tanto l’"unità nazionale" – sempre invocata  e mai raggiunta – bensì, un solido progetto unitario di cui sentirci tutti parte integrante.

Inutile spendere fiumi di parole su come è stata gestita oggi la situazione o su come avrebbe dovuto essere fatta. Basta chiacchiere. Scegliamo un’altra strada, quella dell'esercizio della riflessione nel chiuso delle nostre case, dove siamo costretti a stare con noi stessi e dove possiamo pensare quale sarà l’Italia alla fine di tutto questo e cosa tutto ciò ci lascia. Crediamo infatti sia importante non guardare solo al dopo ma fare tesoro dell'oggi e qui evitare un altro errore che forse è stato fatto, ossia non aver dato valore al tempo, in una continua proiezione verso il futuro.

Opportunità per ripensare al nostro domani e, magari, a come si possa tornare allo spirito del '45 , quello che portò alla ricostruzione materiale e morale del Paese, quando ogni persona era fondatore della nazione. Stavolta però non ci sono città da ricostruire  ma lo spirito e la comunità. Noi nati e cresciuti a Milano – forse, il capoluogo che in Italia uscirà più colpito da questa situazione – sentiamo l'assenza di una vera, coesa e forte comunità ma sappiamo anche, quanto forse  sia stato vagheggiato e non creato un concreto e strutturato tessuto anche economico. Insomma, Milano dimostra fattualmente quanto sia pericolosa l'assenza del dubbio. Già, abbiamo corso senza mai porci un dubbio, affermando una nostra presunta superiorità e, ora, adesso, ci siamo accorti che invece l'assenza del dubbio non ha significato la presenza di certezze. Vedevamo anche il resto del Paese come quasi un fardello, noi locomotiva, e oggi invece siamo noi il pericolo per il resto dell'Italia. Non davamo grande importanza alle voci dei piccoli, concentrati sul verbo degli influencer main stream e oggi invece ascoltiamo, forse finalmente, le lezioni in streaming di anonimi professori di liceo che si scoprono, loro si, portatori di contenuti e costruttori di comunità. Ci dava fastidio lo strimpellare del vicino di casa sul suo pianoforte, lanciati ad ascoltare in isolamento le nostre canzoni preferite tramite cuffie, e oggi invece ci emozioniamo quando dalle finestre sulle vie partono musiche amarcord, un inno della nazione uguale nelle forme da nord a sud seppur diverso nei linguaggi.

Non è una riflessione da filosofia fine a sé stessa. O, meglio, è il punto centrale e, quindi, anche filosofico di una necessità quasi corporale di affrontare il futuro, il nostro domani, con qualche punto fermo. E, allora,  chiediamo idee e proposte su come dovrà essere Milano e l’Italia post-virus . Nessun interrogatorio ma una condivisione di quali valori, quali idee, quali pratiche dovremo adottare per costruire su basi solide il nostro futuro e cogliere da questa situazione un'opportunità, l'opportunità della consapevolezza.

A questa pagina aspettiamo proposte, idee e riflessioni. Con un’avvertenza: abbiamo scelto la formula del form chiuso, dove  nessuno può leggere la proposta di un altro perché al momento preferiamo lasciare ad ognuno la possibilità di esprimersi liberamente e concentrandosi sulla propria idea e solo dopo raccolti i pensieri  condividerli in un riassunto. Puoi quindi utilizzare il seguente form per lasciare le tue idee auspicando che tu voglia condividerlo con amici e parenti per ampliare ancora di più la raccolta.

È uno spazio libero lasciato alla coscienza di ognuno, ti chiediamo solo di non usarlo come sfogatoio, di non sporcarlo con recriminazioni o contestazioni, te lo chiediamo per noi e per te, per non lasciarti sopraffare dalla negatività ma per farti cogliere dall'opportunità e dall'occasione di dare un contributo alla costruzione che ci attende.

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